Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), presentato dall'Italia all'UE nel 2021 e finanziato dal programma Next Generation EU, ha una dotazione complessiva — dopo le successive revisioni — di 194,4 miliardi di euro (di cui 71,8 mld in sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 mld in prestiti). Originariamente articolato in 6 missioni, dall'8 dicembre 2023, in attuazione del Regolamento (UE) 2023/435 (RePowerEU), il Piano è stato modificato con l'aggiunta della Missione 7 ed è dunque oggi articolato in 7 missioni. La Missione 1 — "Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo" — e in particolare la sua Componente 1 — "Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A." — contiene la più importante riforma della Pubblica Amministrazione degli ultimi decenni. La scadenza ultima per il conseguimento di tutti i traguardi e obiettivi è fissata, ai sensi del Regolamento (UE) 2021/241, al 31 agosto 2026; la data del 30 giugno 2026 rappresenta invece il termine ordinario entro cui i soggetti attuatori sono tenuti a completare le attività dei singoli interventi, al fine di consentire alle Amministrazioni titolari di finalizzare entro il 31 agosto 2026 la documentazione di rendicontazione.

L'articolazione del PNRR

Il PNRR si articola attualmente in 7 missioni:

  1. Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  2. Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  4. Missione 4: Istruzione e ricerca;
  5. Missione 5: Inclusione e coesione;
  6. Missione 6: Salute;
  7. Missione 7: RePowerEU (aggiunta l'8 dicembre 2023): energie rinnovabili, efficienza energetica, indipendenza dai combustibili fossili russi, transizione energetica.

Accanto alle Missioni, il PNRR contiene 3 priorità trasversali: parità di genere, giovani, riduzione dei divari territoriali. Le riforme orizzontali sono due: Riforma della PA e Riforma della Giustizia.

La Missione 1 — Componente 1 (M1C1)

La M1C1, finanziata con oltre 9,75 miliardi di euro, riguarda la PA in modo capillare e agisce su quattro dimensioni:

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Accesso e reclutamento Riforma delle modalità di selezione; nuovo Portale unico del reclutamento (InPA); valorizzazione del capitale umano
Buona amministrazione e semplificazione Riduzione dei tempi dei procedimenti; eliminazione dei colli di bottiglia normativi; semplificazione delle procedure
Capacità e competenze Formazione continua dei dipendenti; nuove competenze digitali e specialistiche; mobilità e percorsi di carriera
Digitalizzazione Cloud computing, interoperabilità, servizi digitali, cybersecurity, identità digitale (SPID/CIE), AppIO

La riforma del reclutamento: il Portale InPA

La riforma del reclutamento è stata realizzata con il D.L. 9 giugno 2021 n. 80 (cd. decreto Reclutamento o Brunetta), convertito in L. 113/2021. Le principali misure:

La riforma della semplificazione: D.L. 76/2020 e 77/2021

Le riforme della semplificazione sono state realizzate principalmente con:

Provvedimento Contenuto
D.L. 16 luglio 2020 n. 76 (Semplificazioni 1, L. 120/2020) Modifiche L. 241/1990 (silenzio assenso, autotutela, abuso d'ufficio); appalti sotto soglia; SCIA; digitalizzazione
D.L. 31 maggio 2021 n. 77 (Semplificazioni 2, L. 108/2021) Governance PNRR; VIA accelerata; codice appalti deroghe; sostituti di commissari ad acta
D.L. 30 aprile 2022 n. 36 (PNRR-bis, L. 79/2022) Codice di comportamento (DPR 81/2023); riforma reclutamento; competenze digitali
D.L. 2 marzo 2024 n. 19 (PNRR 4, L. 56/2024) Cabina di regia PNRR; semplificazioni procedurali; gestione risorse

La digitalizzazione della PA (Asse 1 M1C1)

L'Asse 1 della M1C1 contempla sette investimenti e tre riforme per migliorare la digitalizzazione della PA:

Gli investimenti

Le riforme

Il "once-only principle" e l'interoperabilità

Il principio del "once only" (già sancito dall'art. 18 L. 241/1990 e dall'art. 6 CAD) prevede che i cittadini e le imprese non debbano fornire più volte alla PA dati già in suo possesso. Il PNRR ha rafforzato questo principio attraverso:

La riforma del capitale umano

Il PNRR è visto come strumento di trasformazione culturale e amministrativa. Tra gli obiettivi più ambiziosi vi è il rinnovamento del capitale umano:

Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023)

Il PNRR ha richiesto un radicale riordino del Codice dei Contratti Pubblici. Con il D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 (entrato in vigore l'1 luglio 2023, ad eccezione di alcune disposizioni) è stato approvato il nuovo Codice, che ha sostituito il D.Lgs. 50/2016. Caratteristiche:

La governance del PNRR

La governance del PNRR è articolata su più livelli (D.L. 77/2021 e D.L. 24/2024):

Gli obiettivi della riforma PA

Gli obiettivi più strutturali della riforma mirano a:

Lo stato di attuazione e le revisioni del PNRR

Il PNRR italiano è stato oggetto di numerose revisioni concordate con la Commissione UE. Le principali tappe: (i) decisione di esecuzione del Consiglio del 13 luglio 2021 (PNRR originario); (ii) modifiche 2023 (con l'aggiunta del Capitolo REPowerEU); (iii) revisioni 2024-2025 (riallocazione di obiettivi, milestone e target). La sesta revisione, approvata dal Consiglio UE il 27 novembre 2025 in linea con la Comunicazione della Commissione "NextGenerationEU – La strada verso il 2026" del 4 giugno 2025, ha interessato 174 misure tra rimodulazioni, accorpamenti, soppressioni e nuovi interventi. Una settima revisione tecnica è stata approvata dal Consiglio UE il 30 marzo 2026. Il PNRR scade il 31 agosto 2026, termine entro cui tutti gli interventi devono essere conclusi; l'ultima richiesta di pagamento dovrà essere inviata entro il 30 settembre 2026. Al 30 novembre 2025 la spesa PNRR ha raggiunto oltre 101 mld di euro (circa il 52% del totale di 194,4 mld); i fondi erogati all'Italia dall'avvio del Piano ammontano a 153,2 mld di euro (l'ottava rata da 12,8 mld è stata erogata il 30 dicembre 2025).

Impatto sulla Polizia Locale

La Polizia Locale beneficia delle riforme PNRR in molti ambiti: (i) digitalizzazione (autovelox interoperabili, gestione dei verbali in cloud, app per il cittadino); (ii) nuove assunzioni tramite Portale InPA; (iii) formazione sulle nuove tecnologie (Syllabus); (iv) semplificazione delle procedure di controllo (SUAP, SCIA). I Comuni accedono ai fondi PNRR per ammodernare il proprio Corpo, le sale operative e le tecnologie di controllo del territorio.

Domanda tipica all'orale di un concorso

"Il candidato illustri il PNRR e le sue principali riforme nel settore della Pubblica Amministrazione, evidenziando la Missione 1 Componente 1 e i decreti attuativi".

Risposta strutturata: (i) cornice: PNRR finanziato Next Generation EU, € 194,4 mld, 7 missioni (con M7 RePowerEU dall'8 dicembre 2023), scadenza 31 agosto 2026; (ii) Missione 1 Componente 1 — Digitalizzazione PA: oltre € 9,75 mld, quattro dimensioni (accesso/reclutamento, semplificazione, capacità/competenze, digitalizzazione); (iii) riforma reclutamento: D.L. 80/2021 e D.L. 36/2022, Portale InPA (art. 35-ter D.Lgs. 165/2001), DPR 82/2023; (iv) riforma semplificazione: D.L. 76/2020 (Semplificazioni 1), D.L. 77/2021 (Semplificazioni 2 e governance PNRR); (v) digitalizzazione: cloud (PSN), interoperabilità (PDND), once-only, App IO, SPID/CIE, cybersecurity (ACN); (vi) nuovo Codice Contratti D.Lgs. 36/2023 (principio del risultato); (vii) governance: cabina di regia presso Presidenza del Consiglio, Ministro per il PNRR; (viii) obiettivi: 75% cloud PA centrali, 3 milioni cittadini formati, riduzione tempi processi civili 40%; (ix) riforma orizzontale PA + Giustizia.

Materiale di studio

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