La partecipazione politica dei cittadini italiani residenti all'estero è stata oggetto di una lunga e articolata evoluzione legislativa e costituzionale. La L. cost. 17 gennaio 2000 n. 1, che ha modificato l'art. 48 della Costituzione, e la L. cost. 23 gennaio 2001 n. 1, che ha riformato gli artt. 56 e 57 Cost., hanno gettato le basi per il voto degli italiani all'estero. La L. 27 dicembre 2001 n. 459 (cd. "legge Tremaglia") e il successivo D.P.R. 2 aprile 2003 n. 104 (regolamento attuativo) hanno disciplinato in dettaglio l'esercizio del diritto di voto.

L'AIRE: la banca dati degli italiani all'estero

L'AIRE — Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero è stata istituita con la L. 27 ottobre 1988 n. 470 e contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all'estero per un periodo superiore a 12 mesi. Caratteristiche:

L'ANPR — Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (istituita con il D.L. 179/2012) ha progressivamente raccolto in un'unica banca dati centralizzata, gestita dal Ministero dell'Interno, anche i dati AIRE. L'integrazione strutturale dell'AIRE nell'ANPR è stata formalizzata con la L. 19 gennaio 2026 n. 11: dal 2026 l'AIRE è parte integrante dell'ANPR.

Il diritto di voto: l'art. 48 c. 3 Cost.

L'art. 48 c. 3 della Costituzione, dopo la riforma del 2000, sancisce: "La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge".

La norma costituzionale, dunque, ha sancito due principi:

La circoscrizione Estero: il numero dei parlamentari

L'evoluzione del numero dei parlamentari della circoscrizione Estero è la seguente:

Periodo Norma Deputati Senatori Totale
2001-2020 L. cost. 1/2001 12 (su 630) 6 (su 315) 18
Dal 2022 L. cost. 1/2020 (post referendum 2020) 8 (su 400) 4 (su 200) 12

La riforma costituzionale del 2020 (L. cost. 19 ottobre 2020 n. 1, confermata dal referendum del 20-21 settembre 2020) ha ridotto il numero dei parlamentari da 945 a 600 (400 deputati + 200 senatori). Conseguentemente, i seggi della circoscrizione Estero sono stati ridotti da 18 a 12 (8 deputati + 4 senatori).

Le quattro ripartizioni della circoscrizione Estero

L'art. 6 della L. 459/2001 suddivide la circoscrizione Estero in quattro ripartizioni geografiche:

Ripartizione Territori
Europa 46 Stati europei, inclusi i territori asiatici di Russia e Turchia, e Cipro
America Meridionale 13 Stati (Argentina, Brasile, Cile, Venezuela, etc.), incluso Trinidad e Tobago
America Settentrionale e Centrale 22 Stati (USA, Canada, Messico, Caraibi, etc.)
Africa, Asia, Oceania e Antartide Tutti gli altri Stati del mondo

In ciascuna ripartizione è sempre eletto almeno un deputato e un senatore; i seggi restanti sono distribuiti in proporzione al numero dei cittadini italiani residenti, secondo il metodo dei più alti resti.

Il voto per corrispondenza: la modalità ordinaria

La modalità ordinaria di voto degli italiani all'estero è il voto per corrispondenza, disciplinato dalla L. 459/2001. La procedura:

  1. Entro 18 giorni dalla data fissata per le consultazioni in Italia, le ambasciate e i consolati inviano agli elettori il plico elettorale contenente: scheda di voto, busta interna senza segni di riconoscimento, busta esterna preaffrancata per la restituzione, istruzioni;
  2. L'elettore vota nel segreto del proprio domicilio, inserisce la scheda nella busta interna, inserisce questa nella busta esterna che firma e spedisce al consolato;
  3. Le schede pervenute ai consolati entro le ore 16:00 del giovedì antecedente la data delle votazioni in Italia vengono inviate in Italia presso l'Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero presso la Corte di Appello di Roma, che procede allo scrutinio.

L'opzione per il voto in Italia

L'elettore residente all'estero può optare per votare in Italia presso le sezioni elettorali del Comune nelle cui liste è iscritto. L'opzione:

Dal 2016, anche gli elettori temporaneamente all'estero (per almeno 3 mesi nel periodo elettorale, per motivi di studio, lavoro, cure) possono votare per corrispondenza, presentando istanza al Comune italiano di residenza nei termini previsti.

I referendum popolari

Ai sensi del DPR 104/2003, i cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE votano nella circoscrizione Estero anche per i referendum popolari di cui agli artt. 75 (abrogativi) e 138 (costituzionali) della Costituzione. Il primo voto per corrispondenza si è svolto per i referendum abrogativi del 2003; i primi parlamentari della circoscrizione Estero sono stati eletti nelle elezioni politiche del 2006.

Gli organi di rappresentanza: COMITES e CGIE

Accanto al diritto di voto per il Parlamento, la rappresentanza dei cittadini italiani all'estero si articola attraverso due organi:

Organo Norma istitutiva Funzioni
COMITES — Comitati degli Italiani all'Estero L. 23 ottobre 2003 n. 286 (originaria L. 8 maggio 1985 n. 205, abrogata); regolamento attuativo DPR 29 dicembre 2003 n. 395 Organi elettivi (durata 5 anni) di rappresentanza locale degli italiani in ciascun Paese o circoscrizione consolare
CGIE — Consiglio Generale degli Italiani all'Estero L. 6 novembre 1989 n. 368 (mod. L. 18 giugno 1998 n. 198); regolamento DPR 14 settembre 1998 n. 329 Organo consultivo del Governo e del Parlamento sulle problematiche degli italiani all'estero; eletto in parte dai COMITES e in parte di nomina governativa

Il caso particolare dell'America Meridionale

Nel dicembre 2016, il Paese con il più alto numero di elettori italiani era l'Argentina (673.237 iscritti AIRE), seguita da Germania (581.433) e Svizzera (482.539). Nella ripartizione America Meridionale risiede la maggior parte della diaspora italiana, eredità delle grandi migrazioni di fine XIX-XX secolo, soprattutto verso Argentina, Brasile, Venezuela e Uruguay.

Aspetti critici del voto degli italiani all'estero

Il voto per corrispondenza presenta alcuni profili critici:

La cittadinanza: l'art. 22 Cost., la L. 91/1992 e la riforma Tajani (D.L. 36/2025 conv. L. 74/2025)

La cittadinanza italiana si acquisisce principalmente per ius sanguinis (L. 5 febbraio 1992 n. 91, art. 1): è cittadino il figlio di padre o madre cittadini italiani. La cittadinanza può essere acquisita anche per:

L'art. 22 Cost. vieta che, per motivi politici, possano essere privati della cittadinanza i cittadini italiani.

La riforma Tajani 2025: limite generazionale allo ius sanguinis

Il D.L. 28 marzo 2025 n. 36, convertito con modificazioni dalla L. 23 maggio 2025 n. 74 (cd. "Decreto Tajani"), ha introdotto per la prima volta nell'ordinamento italiano un limite generazionale alla trasmissione automatica della cittadinanza per discendenza: è riconosciuto cittadino italiano per nascita all'estero solo chi ha almeno un genitore o un nonno in possesso (non perduto) della cittadinanza italiana. La riforma — concepita per contrastare l'abuso di domande di riconoscimento provenienti da discendenti di terza/quarta generazione, soprattutto dall'America Meridionale — non si applica retroattivamente alle domande presentate e ai procedimenti giudiziari pendenti entro le ore 23:59 del 27 marzo 2025 (giorno antecedente la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale). La Corte costituzionale, con sentenza n. 142 del 31 luglio 2025, decidendo sulle ordinanze di rimessione dei Tribunali di Bologna, Milano, Roma e Firenze, ha dichiarato in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate sulla previgente disciplina dello ius sanguinis senza limiti generazionali (applicabile ratione temporis alle domande presentate entro il 27 marzo 2025), confermandone la conformità a Costituzione. Successivamente, con sentenza n. 63 del 30 aprile 2026, la Corte costituzionale, decidendo sulla questione sollevata dal Tribunale di Torino, ha dichiarato in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3-bis L. 91/1992 (introdotto dall'art. 1 D.L. 36/2025 conv. L. 74/2025), confermando la legittimità del nuovo limite generazionale alla trasmissione della cittadinanza per discendenza.

L'iscrizione AIRE: implicazioni pratiche per il cittadino

L'iscrizione AIRE comporta diverse implicazioni: perdita della residenza fiscale in Italia (regime tributario diverso); esclusione dal Servizio Sanitario Nazionale (con eccezioni per visite occasionali); obbligo di aggiornamento dei dati anagrafici. È dunque importante che il cittadino sia consapevole delle conseguenze e si iscriva tempestivamente, soprattutto perché il mancato aggiornamento può comportare l'esclusione dalle liste elettorali AIRE.

Domanda tipica all'orale di un concorso

"Il candidato illustri il sistema di voto degli italiani all'estero, con particolare riferimento all'AIRE, alla L. 459/2001 e all'evoluzione del numero dei parlamentari della circoscrizione Estero dopo la riforma del 2020".

Risposta strutturata: (i) cornice costituzionale: artt. 48 c. 3 (effettività voto estero), 56, 57 (circoscrizione Estero); (ii) AIRE istituita con L. 27 ottobre 1988 n. 470, oggi integrata strutturalmente nell'ANPR (L. 19 gennaio 2026 n. 11); (iii) L. 27 dicembre 2001 n. 459 (Tremaglia) e DPR 2 aprile 2003 n. 104 di attuazione; (iv) circoscrizione Estero: 12 deputati + 6 senatori (originario) ridotti a 8 + 4 dopo riforma costituzionale L. cost. 19 ottobre 2020 n. 1 e referendum 2020; (v) 4 ripartizioni (Europa, America Meridionale, America Settentrionale-Centrale, Africa-Asia-Oceania); (vi) modalità ordinaria di voto per corrispondenza; (vii) opzione voto in Italia entro 31 dicembre anno precedente; (viii) Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero presso la Corte d'Appello di Roma; (ix) COMITES (L. 23 ottobre 2003 n. 286) e CGIE (L. 6 novembre 1989 n. 368); (x) cittadinanza italiana e L. 91/1992 con il limite generazionale introdotto dal D.L. 36/2025 conv. L. 74/2025 (Decreto Tajani).

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