Il Jobs Act ha rappresentato uno dei più rilevanti interventi di riforma del diritto del lavoro italiano dell'ultimo decennio, in continuità con le precedenti riforme degli anni '90 e 2000 (cd. "Riforma Treu" L. 24/6/1997 n. 196, "Riforma Biagi" D.Lgs. 10/9/2003 n. 276 in attuazione L. 14/2/2003 n. 30, "Riforma Fornero" L. 28/6/2012 n. 92). La riforma è stata accompagnata da un acceso dibattito politico e sociale, in particolare per la modifica al regime sanzionatorio dei licenziamenti illegittimi. Il contratto a tutele crescenti ha segnato il superamento del modello fondato sulla reintegrazione obbligatoria del lavoratore (art. 18 Statuto Lavoratori L. 300/1970, nella formulazione originaria) in favore di un modello fondato sull'indennità monetaria, riservando la tutela reale (reintegrazione) solo ai casi più gravi (licenziamento discriminatorio, nullo, o disciplinare per insussistenza del fatto materiale). Il D.Lgs. 81/2015 ha invece operato un riordino sistematico delle tipologie contrattuali, ribadendo che il contratto a tempo indeterminato è la "forma comune" del rapporto di lavoro subordinato (art. 1 D.Lgs. 81/2015).

Il quadro normativo di riferimento

La legge delega n. 183/2014

La L. 183/2014 conteneva deleghe al Governo per la riforma di numerosi settori del diritto del lavoro:

Materia delegata Comma L. 183/2014 Decreto attuativo
Ammortizzatori sociali (disoccupazione)art. 1 c. 1-6D.Lgs. 22/2015
Contratto a tutele crescentiart. 1 c. 7D.Lgs. 23/2015
Conciliazione vita-lavoroart. 1 c. 8-9D.Lgs. 80/2015
Riordino tipologie contrattualiart. 1 c. 7D.Lgs. 81/2015
Ammortizzatori sociali in costanza di rapportoart. 1 c. 1-6D.Lgs. 148/2015
Attività ispettivaart. 1 c. 11-13D.Lgs. 149/2015
Politiche attive del lavoroart. 1 c. 1-6D.Lgs. 150/2015
Semplificazioni e pari opportunitàart. 1 c. 10D.Lgs. 151/2015

Il D.Lgs. 23/2015 — Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

Il D.Lgs. 4 marzo 2015 n. 23 ha introdotto il "contratto a tutele crescenti" (CTC):

Regime sanzionatorio dei licenziamenti illegittimi

Il D.Lgs. 23/2015 distingue tre tipologie di licenziamenti illegittimi:

Tipo di licenziamento Tutela Articolo
Discriminatorio (razza, sesso, religione, opinioni politiche, ecc.) Reintegrazione nel posto di lavoro + risarcimento (minimo 5 mensilità) Art. 2
Nullo (es. licenziamento donna gravida, intimato in forma orale) Reintegrazione + risarcimento Art. 2
Disciplinare per insussistenza del fatto materiale direttamente dimostrata Reintegrazione + indennità (max 12 mensilità) Art. 3 c. 2
Disciplinare per altre ragioni (sproporzione, ecc.) Solo indennità: 2 mensilità per ogni anno di servizio (min. 4, max. 24, poi min. 6, max. 36 con DL 87/2018) Art. 3 c. 1
Economico/Oggettivo (giustificato motivo oggettivo) Solo indennità (stessi criteri art. 3 c. 1) Art. 3 c. 1
Vizi formali o procedurali Indennità 1 mensilità per anno (min. 2, max. 12) Art. 4

Decreto Dignità (D.L. 87/2018 conv. L. 96/2018) e sentenze costituzionali

Il D.Lgs. 81/2015 — Riordino delle tipologie contrattuali

Il D.Lgs. 15 giugno 2015 n. 81 ("Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni", pubblicato nella GU n. 144 del 24/6/2015) ha riordinato sistematicamente le tipologie contrattuali:

Principio generale (art. 1)

Lavoro a tempo determinato (artt. 19-29)

Somministrazione di lavoro (artt. 30-40)

Apprendistato (artt. 41-47)

Lavoro a tempo parziale (artt. 4-12)

Lavoro accessorio (vouchers, artt. 48-50)

Mansioni (art. 3 D.Lgs. 81/2015 modifica art. 2103 c.c.)

Il D.Lgs. 22/2015 — Ammortizzatori sociali per disoccupazione

NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego)

DIS-COLL

Il D.Lgs. 150/2015 — Politiche attive e ANPAL

ANPAL - Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro

Patto di servizio personalizzato

Assegno di ricollocazione (AdR)

Il D.Lgs. 149/2015 — Ispettorato Nazionale del Lavoro

Il D.Lgs. 148/2015 — Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto

Gli sviluppi successivi al Jobs Act

I profili per la Polizia Municipale e la PA

Il Jobs Act ha avuto applicazioni anche per il pubblico impiego e per i Comuni:

Per gli aspiranti operatori della Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato, PA, INL, INPS — Il Jobs Act è materia centralissima nei concorsi pubblici di area lavoristica e PA. Vanno padroneggiati: (i) fonte: L. delega 10/12/2014 n. 183 (GU 290 del 15/12/2014), vigore 16/12/2014; (ii) otto decreti attuativi 2015: D.Lgs. 22/2015 (NASpI, GU 54 del 6/3/2015); D.Lgs. 23/2015 (contratto tutele crescenti, vigore 7/3/2015); D.Lgs. 80/2015 (conciliazione vita-lavoro); D.Lgs. 81/2015 (riordino contratti, GU 144 del 24/6/2015); D.Lgs. 148/2015 (CIGO/CIGS/FIS); D.Lgs. 149/2015 (INL Ispettorato Nazionale Lavoro, operativo 1/1/2017); D.Lgs. 150/2015 (ANPAL politiche attive); D.Lgs. 151/2015 (semplificazioni); (iii) contratto a tutele crescenti D.Lgs. 23/2015: si applica ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato assunti dal 7/3/2015 (operai, impiegati, quadri); per gli assunti precedenti resta art. 18 Statuto Lavoratori (post Fornero L. 92/2012); (iv) regime sanzionatorio licenziamenti illegittimi: reintegrazione per discriminatorio/nullo/orale (art. 2) e disciplinare per insussistenza del fatto materiale direttamente dimostrata (art. 3 c. 2, max 12 mensilità indennità); solo indennità per altri disciplinari e oggettivi (art. 3 c. 1: 2 mensilità per anno, post DL 87/2018 min. 6, max. 36); indennità vizi formali (art. 4: 1 mensilità per anno, min. 2 max. 12); piccole imprese (≤15 dip.) dimezzate (max 6; tetto incostituzionale: Corte Cost. 118/2025); offerta conciliazione art. 6 (esente fiscale, min 3 max 27 mensilità post DL 87/2018); licenziamento collettivo art. 10; (v) Decreto Dignità D.L. 87/2018 conv. L. 96/2018: aumento indennità (da 4-24 a 6-36 mensilità); riduzione causali tempo determinato; (vi) sentenze costituzionali: Corte Cost. 194/2018 (illegittimità criterio rigido art. 3 c. 1: il giudice valuta anche numero dipendenti, dimensioni impresa, comportamento parti); Corte Cost. 150/2020 (analoga per art. 4 vizi formali); Corte Cost. 22/2024 (incostituzionalità parola «espressamente» art. 2 c. 1 — estensione tutela reintegratoria nullità non espressa); Corte Cost. 68/2025 (incostituzionalità art. 3 c. 2 per licenziamento disciplinare: il giudice può valutare proporzionalità); Corte Cost. 69/2025 (analoga per art. 4 vizi formali); Corte Cost. 118/2025 (incostituzionalità tetto 6 mensilità piccole imprese art. 9 c. 1 — 21/7/2025); (vii) D.Lgs. 81/2015 riordino contratti: principio art. 1 contratto indeterminato come "forma comune"; lavoro tempo determinato artt. 19-29 (durata 36 mesi poi 24, causali post DL 87/2018, max 5 poi 4 proroghe, 20% limite); somministrazione artt. 30-40; apprendistato artt. 41-47 (3 tipologie); part-time artt. 4-12; mansioni art. 2103 c.c. modificato (possibile demansionamento in casi tipici); abrogazione co.co.pro; lavoro accessorio (vouchers) abolito DL 25/2017; (viii) NASpI D.Lgs. 22/2015: sostituisce AspI/MiniAspI; durata max 24 mesi pari a metà settimane contributive ultimi 4 anni; importo 75% retribuzione (decrescente 3% dal 4° mese); DIS-COLL per co.co.co.; (ix) ANPAL D.Lgs. 150/2015: agenzia nazionale politiche attive; patto di servizio personalizzato; assegno di ricollocazione 250-5.000 €; (x) INL D.Lgs. 149/2015 (operativo 1/1/2017): unificazione funzioni ispettive lavoro; coordinamento INPS, INAIL, GdF; (xi) sviluppi: Decreto Trasparenza D.Lgs. 104/2022 (Dir. UE 2019/1152); D.Lgs. 105/2022 conciliazione vita-lavoro (Dir. UE 2019/1158); riforma ammortizzatori 2022 (D.Lgs. 104/2022 + L. 234/2021); (xii) esclusione pubblico impiego da CTC (Cass. SS.UU. 4685/2020): per pubblici dipendenti resta art. 18 Statuto Lavoratori; coordinamento Riforma Madia L. 124/2015 + D.Lgs. 75/2017.

Sintesi per concorsi pubblici

Domanda tipo: "Il candidato illustri il Jobs Act (L. 183/2014) con particolare riferimento al contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015) e al riordino delle tipologie contrattuali (D.Lgs. 81/2015)".

Risposta strutturata: (i) fonte: L. delega 10 dicembre 2014 n. 183 "Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro" (GU n. 290 del 15/12/2014), vigore 16 dicembre 2014; (ii) otto decreti attuativi del 2015: D.Lgs. 4/3/2015 n. 22 (NASpI - Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego); D.Lgs. 4/3/2015 n. 23 (contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, vigore 7 marzo 2015); D.Lgs. 15/6/2015 n. 80 (conciliazione vita-lavoro); D.Lgs. 15/6/2015 n. 81 (riordino delle tipologie contrattuali e disciplina delle mansioni, GU n. 144 del 24/6/2015); D.Lgs. 14/9/2015 n. 148 (ammortizzatori sociali in costanza di rapporto, CIGO, CIGS, FIS); D.Lgs. 14/9/2015 n. 149 (istituzione INL - Ispettorato Nazionale del Lavoro); D.Lgs. 14/9/2015 n. 150 (politiche attive del lavoro, istituzione ANPAL); D.Lgs. 14/9/2015 n. 151 (semplificazioni in materia di lavoro e pari opportunità); (iii) contratto a tutele crescenti D.Lgs. 23/2015: si applica ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato assunti dal 7/3/2015 in poi (operai, impiegati, quadri); per gli assunti precedenti continua ad applicarsi l'art. 18 Statuto Lavoratori L. 300/1970 nella formulazione post Riforma Fornero L. 92/2012; regime sanzionatorio: licenziamento discriminatorio/nullo/orale = reintegrazione + risarcimento min. 5 mensilità (art. 2); disciplinare per insussistenza del fatto materiale direttamente dimostrata = reintegrazione + indennità max 12 mensilità (art. 3 c. 2); altro disciplinare/giustificato motivo oggettivo = solo indennità 2 mensilità per anno, min. 4 max. 24 (post Decreto Dignità DL 87/2018 conv. L. 96/2018: min. 6 max. 36 mensilità) (art. 3 c. 1); vizi formali/procedurali = indennità 1 mensilità per anno, min. 2 max. 12 (art. 4); piccole imprese (≤15 dipendenti) tutele dimezzate, max 6 mensilità (art. 9; Corte Cost. 118/2025 ha dichiarato incostituzionale il tetto di 6 mensilità: il giudice può ora determinare liberamente l'indennità); offerta di conciliazione esente da imposte e contributi (art. 6: min. 3 max. 27 mensilità post DL 87/2018); licenziamenti collettivi anche con tutele crescenti per nuovi assunti (art. 10); (iv) sentenze Corte Costituzionale: Corte Cost. 8/11/2018 n. 194 ha dichiarato l'illegittimità del criterio rigido di calcolo automatico dell'indennità basato esclusivamente sull'anzianità (art. 3 c. 1 D.Lgs. 23/2015), imponendo al giudice di valutare anche numero dipendenti, dimensioni impresa, comportamento parti, condizioni azienda; Corte Cost. 16/7/2020 n. 150 analoga per art. 4 D.Lgs. 23/2015 (vizi formali); (v) D.Lgs. 81/2015 riordino tipologie contrattuali: principio (art. 1) - il contratto a tempo indeterminato è la "forma comune" del rapporto di lavoro; lavoro a tempo determinato artt. 19-29 (durata 36 mesi poi 24 con DL 87/2018, causali specifiche oltre 12 mesi post DL 87/2018, max 5 proroghe poi 4, limite 20% lavoratori a tempo indeterminato, forma scritta, diritto di precedenza); somministrazione artt. 30-40 (agenzie autorizzate, a termine o staff leasing); apprendistato artt. 41-47 (3 tipologie: qualifica/diploma 15-25 anni, professionalizzante 18-29 anni, alta formazione e ricerca); part-time artt. 4-12 (orizzontale, verticale, misto); lavoro accessorio (vouchers) artt. 48-50, abrogato dal D.L. 25/2017 conv. L. 49/2017, sostituito da PrestO (art. 54-bis DL 50/2017 conv. L. 96/2017); mansioni art. 3 D.Lgs. 81/2015 modifica art. 2103 c.c. con possibile demansionamento in casi tipici (modifiche assetti organizzativi, accordi individuali in sede protetta) con garanzia del livello retributivo; (vi) NASpI D.Lgs. 22/2015: sostituisce AspI e MiniAspI; requisiti (stato di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, almeno 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi); durata pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni (max 24 mesi); importo 75% retribuzione media con tetto, decrescente del 3% al mese dal 4° mese; DIS-COLL per i collaboratori; (vii) ANPAL Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro - D.Lgs. 150/2015 (art. 4), sede Roma, vigilanza Ministero del Lavoro; patto di servizio personalizzato con profilazione disoccupato; assegno di ricollocazione 250-5.000 € per agenzie accreditate; (viii) INL Ispettorato Nazionale del Lavoro - D.Lgs. 149/2015, operativo 1/1/2017; unifica funzioni ispettive Ministero Lavoro, INPS, INAIL; coordinamento GdF; (ix) sviluppi successivi: Decreto Dignità DL 87/2018 conv. L. 96/2018 (riduzione causali tempo determinato, aumento indennità CTC); sentenze Corte Cost. 194/2018 e 150/2020; Decreto Trasparenza D.Lgs. 27/6/2022 n. 104 (Dir. UE 2019/1152); Conciliazione D.Lgs. 30/6/2022 n. 105 (Dir. UE 2019/1158); riforma ammortizzatori 2022 (D.Lgs. 4/7/2022 n. 104, L. 234/2021); (x) esclusione pubblico impiego: il D.Lgs. 23/2015 NON si applica al pubblico impiego (Cass. SS.UU. 7/3/2020 n. 4685); per i dipendenti pubblici resta art. 18 Statuto Lavoratori (post Fornero); coordinamento con Riforma Madia L. 124/2015 e D.Lgs. 75/2017.

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