Il silenzio della Pubblica Amministrazione è la mancata adozione di un provvedimento espresso da parte della PA entro il termine previsto. La legge attribuisce diversi valori giuridici al silenzio a seconda dei casi: può equivalere ad accoglimento, a rigetto, a mero rifiuto, o a nulla. Questa guida illustra le 4 principali tipologie di silenzio, con esempi e tutela giuridica.

Quadro normativo

L'obbligo di provvedere (art. 2 L. 241/1990)

L'art. 2 L. 241/1990 stabilisce che la PA ha l'obbligo di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso entro un termine determinato. In assenza di termine specifico:

L'inerzia della PA configura un silenzio, con conseguenze giuridiche diverse a seconda del tipo.

Le 4 tipologie di silenzio

TipoSignificato giuridicoEsempio
Silenzio-assensoL'inerzia equivale ad accoglimentoAutorizzazioni edilizie semplici, SCIA
Silenzio-rigettoL'inerzia equivale a diniegoRicorsi gerarchici (art. 6 D.P.R. 1199/1971)
Silenzio-inadempimento (o rifiuto)L'inerzia è mero ritardo, non ha valore provvedimentaleProcedimenti ordinari su istanza di parte
Silenzio procedimentale (o devolutivo)L'inerzia trasferisce la competenza ad altro organoConcerto/intesa tra PA non rese in tempo

1. Silenzio-assenso (art. 20 L. 241/1990)

Il silenzio-assenso è la più importante forma di silenzio significativo. Decorso il termine senza che la PA abbia adottato un provvedimento espresso, la legge equipara il silenzio ad un accoglimento dell'istanza.

Caratteristiche

Settori di applicazione

Esclusioni

Il silenzio-assenso non si applica:

2. Silenzio-rigetto (o diniego)

Il silenzio-rigetto è la qualificazione legale dell'inerzia come diniego dell'istanza. È previsto in casi specifici, in particolare per i ricorsi gerarchici.

Esempio principale

Ai sensi dell'art. 6 D.P.R. 1199/1971, decorsi 90 giorni dalla presentazione del ricorso gerarchico senza decisione, il ricorso si intende respinto. Il ricorrente può quindi:

Caratteristiche

3. Silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto)

Il silenzio-inadempimento è la mera inerzia della PA, senza che la legge attribuisca al silenzio un significato specifico. È la forma residuale di silenzio.

Caratteristiche

Esempi

4. Silenzio procedimentale (devolutivo)

Il silenzio procedimentale (o devolutivo) si verifica quando l'inerzia di una PA produce il trasferimento di competenza ad altro organo. Spesso si applica nei procedimenti di concerto o intesa tra più amministrazioni.

Esempio

Ai sensi dell'art. 17-bis L. 241/1990, se in un procedimento è richiesto l'assenso, il concerto o il nulla osta di un'altra PA, e questa non si pronuncia entro 30 giorni dal ricevimento dello schema di provvedimento, il silenzio equivale ad assenso (silenzio-assenso tra PA).

Questa forma di silenzio favorisce la semplificazione amministrativa evitando blocchi procedimentali.

SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio Attività

La SCIA (artt. 19 e seg. L. 241/1990) non è tecnicamente una forma di silenzio, ma un istituto autonomo. Il privato presenta una segnalazione e può iniziare immediatamente l'attività; la PA ha 60 giorni (30 in materia edilizia) per verificare e, eventualmente, intervenire con divieto o conformazione.

Il D.Lgs. 126/2016 ha introdotto la SCIA unica: un'unica segnalazione per attività che ne richiederebbero più di una.

Rimedi avverso il silenzio

Silenzio-assenso

Nessun rimedio per il privato (vince automaticamente). La PA può però annullare in autotutela il silenzio-assenso illegittimo entro un termine ragionevole, comunque non superiore a 6 mesi dall'adozione del provvedimento (art. 21-nonies L. 241/1990, come modificato dalla L. 2 dicembre 2025, n. 182, in vigore dal 18 dicembre 2025; in precedenza il termine era di 18 mesi, ridotto a 12 dal D.L. 77/2021 conv. L. 108/2021 e ora a 6 mesi).

Silenzio-rigetto

Ricorso al giudice amministrativo (TAR) entro 60 giorni dall'inerzia.

Silenzio-inadempimento

  1. Diffida alla PA (facoltativa).
  2. Ricorso al giudice amministrativo (TAR) entro 1 anno dalla scadenza del termine procedimentale (art. 31 c.p.a.).
  3. Il giudice può:
    • Accertare l'obbligo di provvedere.
    • Nominare un commissario ad acta.
    • Eventualmente conoscere della fondatezza della pretesa (art. 31 c. 3 c.p.a.).

Responsabilità della PA per il silenzio

L'inerzia della PA può comportare:

Indennizzo da mero ritardo (art. 28 D.L. 69/2013)

Per i procedimenti di particolare interesse pubblico, è previsto un indennizzo automatico di 30 € al giorno (max 2.000 €) in caso di mero ritardo della PA, indipendentemente dalla prova del danno.

Domanda tipica all'orale

"Qual è la differenza tra silenzio-assenso e silenzio-rifiuto?". Risposta: il silenzio-assenso (art. 20 L. 241/1990) si verifica nei casi tassativamente previsti dalla legge in cui l'inerzia della PA equivale ad accoglimento dell'istanza, con effetto equipollente al provvedimento espresso. Il silenzio-rifiuto (o silenzio-inadempimento) è invece la mera inerzia della PA, senza valore provvedimentale: configura un ritardo illegittimo contro cui il privato può ricorrere al TAR ai sensi dell'art. 31 c.p.a. entro 1 anno dalla scadenza del termine procedimentale.

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