La disciplina dell'uniforme della Polizia Locale, dei distintivi di grado, dell'alta uniforme e del cerimoniale è materia interamente devoluta alla legislazione regionale dall'art. 6 c. 2 n. 4 della L. 7 marzo 1986, n. 65 (Legge quadro sull'ordinamento della polizia municipale). Le Regioni hanno emanato leggi e regolamenti specifici, che disciplinano in modo dettagliato fogge, colori, gradi e accessori, nel rispetto del divieto di stretta somiglianza con le uniformi delle Forze di polizia e delle Forze armate dello Stato. Al cerimoniale generale si applicano le disposizioni del DPCM 14 aprile 2006 (testo coordinato con il DPCM 16 aprile 2008) sull'ordine delle precedenze tra le cariche pubbliche.

Il quadro normativo: la delega alle Regioni

L'art. 6 c. 2 della L. 65/1986, in attuazione del Titolo V Cost. (la "polizia locale" è oggi materia di competenza legislativa residuale delle Regioni ex art. 117 c. 4 Cost., dopo la riforma costituzionale del 2001), assegna alle Regioni il compito di:

Le competenze regionali ex L. 65/1986 art. 6 c. 2

  1. stabilire le norme generali per l'istituzione del servizio tenendo conto della classe del Comune;
  2. promuovere servizi e iniziative di formazione e aggiornamento per il personale;
  3. promuovere le forme associative tra Comuni;
  4. determinare le caratteristiche delle uniformi e dei relativi distintivi di grado, stabilendo i criteri generali concernenti l'obbligo e le modalità d'uso. Le uniformi devono essere tali da escludere la stretta somiglianza con quelle delle Forze di polizia e delle Forze armate;
  5. disciplinare le caratteristiche dei mezzi e degli strumenti operativi in dotazione.

Ne è derivato un mosaico normativo regionale: la Regione Lazio ha adottato il Regolamento regionale 29 gennaio 2016, n. 1 sulle uniformi, gradi, segni distintivi, veicoli e strumenti di autotutela; la Regione Piemonte la DGR 17 settembre 2021, n. 21-3801 sulle nuove caratteristiche dell'uniforme ordinaria; la Regione Emilia-Romagna la Direttiva DGR 1187/2011 e successive integrazioni; la Toscana, la Lombardia, il Veneto e tutte le altre Regioni hanno discipline analoghe ma non identiche.

Le uniformi della Polizia Locale

Tutte le discipline regionali tendono a distinguere alcune tipologie ricorrenti di uniforme:

UniformeDestinazione d'usoCaratteristiche tipiche
Ordinaria invernaleServizio quotidiano nei mesi freddiGiubbino e pantaloni in tessuto pesante (lana o misto), camicia, cravatta, berretto rigido o basco.
Ordinaria estivaServizio quotidiano nei mesi caldiCamicia a manica corta o lunga, pantaloni leggeri, berretto.
OperativaServizi esterni dinamici (motociclisti, infortunistica)Tuta tecnica, giubbotti tattici, abbigliamento ad alta visibilità EN ISO 20471.
Alta uniformeCerimonie ufficiali, parate, ricorrenzeTunica a doppio petto, alamari, sciarpa azzurra per gli ufficiali (in alcune Regioni), guanti bianchi, copricapo da parata; eventuale sciabola per la guardia d'onore.
StoricaRievocazioni e cerimonie particolariVariabile per Regione; spesso ispirata alle uniformi del XIX secolo (mantellone, feluca).

I colori dominanti sono il blu (in tutte le sue gradazioni), con varianti regionali che includono dettagli in rosso, argento o oro. I copricapi tipici sono il berretto rigido con visiera (per gli ufficiali con fregio dorato), il basco (per il personale operativo o motorizzato) e il tubino bianco (storica copertura estiva di alcune Regioni, in particolare per i servizi di viabilità).

I distintivi di grado

I gradi della Polizia Locale sono fissati dalle Regioni e seguono un ordinamento gerarchico parallelo a quello della pubblica amministrazione, articolato in:

I distintivi sono apposti sulle spalline o sulla manica, in argento o oro a seconda della Regione, con stellette, barre o galloni indicanti il grado. Sul cappello compaiono i fregi distintivi del Comune o del Corpo. È sempre presente la placca di servizio (in metallo o tessuto) con il numero di matricola, e il tesserino di riconoscimento personale (obbligatorio in servizio anche in abiti borghesi).

L'alta uniforme e i servizi di rappresentanza

L'alta uniforme è prevista in tutte le Regioni per:

L'alta uniforme è personale (assegnata individualmente o per le sole occasioni di servizio) e va mantenuta con particolare cura: i regolamenti del Corpo disciplinano l'uso, la pulizia e la conservazione, oltre alle prescrizioni accessorie (taglio dei capelli, barba ordinata, calzature lucide).

Il patrono della Polizia Locale: San Sebastiano

In numerose Regioni italiane il 20 gennaio si celebra la festa di San Sebastiano martire, riconosciuto come patrono della Polizia Municipale e Locale. Alcuni Regolamenti regionali — ad esempio il Regolamento Lazio 1/2016 — lo prevedono espressamente quale ricorrenza del Corpo. In tale giornata si tengono cerimonie in alta uniforme che includono:

Il cerimoniale e le precedenze

Il DPCM 14 aprile 2006 (pubblicato in G.U. n. 174 del 28 luglio 2006), aggiornato dal DPCM 16 aprile 2008 (G.U. n. 107 dell'8 maggio 2008), disciplina in modo organico il cerimoniale e l'ordine delle precedenze tra le cariche pubbliche. La prima categoria dell'ordine nazionale di precedenza (art. 5) comprende, in ordine: il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Corte Costituzionale.

Le cerimonie territoriali

Nelle cerimonie territoriali (art. 31 DPCM 14/4/2006) la prima autorità è il Sindaco, padrone di casa nel territorio comunale, salvo l'ordine delle precedenze stabilito dal Protocollo di Stato quando intervengano cariche statali. Seguono nell'ordine il Presidente del Consiglio comunale, il Prefetto, il Presidente della Provincia o della Città Metropolitana, il Presidente del Tribunale, il Procuratore della Repubblica, i Comandanti militari e delle altre Forze di Polizia, e i rappresentanti delle confessioni religiose secondo accordi.

L'esposizione della Bandiera italiana

L'esposizione del tricolore è disciplinata dalla L. 5 febbraio 1998, n. 22 ("Disposizioni generali sull'uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea") e dal DPR 7 aprile 2000, n. 121 (regolamento attuativo). Le principali regole:

Il vilipendio della Bandiera

L'art. 292 del Codice penale, come riformato dalla L. 24 febbraio 2006, n. 85, punisce con la multa da € 1.000 a € 5.000 chiunque vilipenda con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato; la pena è aumentata da € 5.000 a € 10.000 se il fatto è commesso in occasione di una cerimonia ufficiale o di una pubblica ricorrenza. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale è punito con la reclusione fino a 2 anni.

Gli onori militari e i segnali di tromba

Nelle cerimonie con schieramento di reparto, gli onori militari sono resi secondo prassi codificate: "Attenti" e "Onore ai Caduti" da parte del Comandante del picchetto, seguiti dai squilli di tromba (Attenti, La leggenda del Piave, Silenzio fuori ordinanza). Tra il termine della "Leggenda del Piave" e l'inizio del "Silenzio" non si eseguono altri segnali. Gli onori militari sono disciplinati da regolamenti militari specifici (Regolamento sul servizio territoriale e di presidio - DM Difesa 19 maggio 1973 e successive modifiche, regolamenti dei singoli Corpi); il "Silenzio fuori ordinanza" è eseguito in onore dei Caduti. La L. 7 febbraio 1987, n. 36 disciplina specificamente le esequie di Stato (funerali a carico dello Stato per le più alte cariche istituzionali).

Il saluto regolamentare

L'addetto alla Polizia Locale, in uniforme con il copricapo, rende il saluto militare (mano destra al copricapo, a palmo aperto rivolto in basso, dita unite). Senza copricapo, si rende il saluto inclinando lievemente il capo. Il saluto è dovuto:

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