La prova preselettiva è una fase eventuale del concorso pubblico finalizzata a ridurre il numero di candidati che accedono alle prove successive, quando il numero di domande è notevolmente superiore a quello dei posti banditi. La sua disciplina si fonda sull'art. 35 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (TU Pubblico Impiego), sull'art. 7 del DPR 9 maggio 1994, n. 487 (come aggiornato dal DPR 82/2023) e sulla giurisprudenza consolidata del Consiglio di Stato. Si svolge tipicamente come test a risposta multipla su materie del bando, su quiz di logica, cultura generale o sulle specifiche discipline concorsuali.
Quando è obbligatoria la preselezione
La preselezione non è obbligatoria per legge generale; il singolo bando stabilisce la sua attivazione, di norma quando si verifica una delle seguenti condizioni:
- numero di domande significativamente superiore al numero di posti (soglia spesso indicata: 100 candidati per posto o domande superiori a 1000-3000 in valore assoluto);
- necessità di rispettare i termini massimi di durata della procedura (art. 4 D.L. 80/2021 conv. L. 113/2021: max 180 giorni dalla pubblicazione del bando alla graduatoria);
- esigenze organizzative delle aule e delle commissioni esaminatrici.
Le caratteristiche tipiche della prova
| Elemento | Configurazione tipica |
|---|---|
| Modalità | Test a risposta multipla, di norma con 4 alternative (talvolta 3 o 5). |
| Numero di quesiti | Da 30 a 60 (può arrivare a 100 nei concorsi più ampi). |
| Durata | Da 30 a 90 minuti (frequente: 1 minuto per quesito). |
| Punteggio | +1 risposta corretta, 0 risposta non data, -0,25 o -0,33 risposta errata (con penalità) oppure 0 senza penalità. |
| Materie | Logica, cultura generale, lingua italiana, lingua straniera (B2), informatica, oppure materie tecniche del bando. |
| Esito | Genera una graduatoria provvisoria di ammissione; l'esito non concorre al punteggio finale, salvo diversa previsione del bando. |
La soglia di sbarramento: ammessi pari a "tre volte i posti"
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 10436 del 30 novembre 2022, ha chiarito che il DPR 487/1994 non stabilisce alcun punteggio minimo per le prove preselettive: la scelta di ammettere un numero di candidati "pari a tre volte il numero dei posti" messi a concorso rientra nella sfera di discrezionalità dell'Amministrazione e non presenta profili di irragionevolezza o arbitrarietà.
I parametri di sbarramento più frequenti sono:
- "tre volte i posti" — accedono alla prova scritta candidati pari al triplo del numero dei posti banditi, salvo parità di punteggio (tutti i candidati a pari punteggio del 3n-esimo sono ammessi);
- punteggio minimo (es. 21/30 o 75% delle risposte corrette);
- multiplo dei posti più alto (5x, 10x) nei concorsi con moltissime domande.
La banca dati dei quesiti
Una pratica diffusa, soprattutto nei concorsi RIPAM e nelle Forze Armate, è la pubblicazione preventiva della banca dati: l'amministrazione rende pubblico un elenco di quesiti (es. 5.000 domande), e nella prova vengono estratti casualmente quelli effettivi. Questo metodo:
- consente al candidato di studiare i quesiti, anche memorizzandone le risposte;
- garantisce maggiore trasparenza e standardizzazione della valutazione;
- riduce le contestazioni sulla formulazione dei singoli quesiti;
- la banca dati è disponibile gratuitamente sul portale dell'ente o su banche dati esterne (Concorsino, Mininterno, Quiz-Concorsi-Online).
Il vincolo dell'autovincolo
La giurisprudenza è rigorosa nell'imporre alla PA il rispetto del proprio "autovincolo": una volta pubblicata la banca dati, l'amministrazione non può modificare le domande, ripartirle in modo diverso da quanto annunciato o introdurre quesiti non pubblicati. Le contestazioni su queste irregolarità sono regolarmente accolte dalla giustizia amministrativa.
La formulazione dei quesiti
La giurisprudenza ha progressivamente irrigidito i requisiti formali dei quesiti. Il Consiglio di Stato, sentenza n. 6756 del 5 agosto 2022, ha sancito che il quesito a risposta multipla "deve contemplare una sola risposta indubitabilmente esatta". Sono censurabili in sede giurisdizionale:
- l'erroneità della risposta indicata come esatta dall'amministrazione (errore tecnico);
- la formulazione ambigua del quesito (interpretabile in più sensi);
- la presenza di più risposte corrette in alternativa a quella indicata;
- la mancanza di una risposta univoca tra quelle proposte;
- la difformità del quesito dalla materia o dalle modalità annunciate nel bando.
Il candidato che individua un quesito errato può segnalarlo alla commissione (modulo di reclamo all'interno della sede) o impugnare gli esiti della preselezione entro 60 giorni dalla pubblicazione (TAR competente per territorio).
Le materie più frequenti
Logica e ragionamento
Tipologie di quesiti più frequenti:
- logica verbale — sinonimi, contrari, analogie, completamento di proverbi;
- logica deduttiva — sillogismi, sequenze logiche, valutazione della validità di argomentazioni;
- logica numerica — successioni numeriche, problemi aritmetici, proporzioni e percentuali;
- logica figurale — completamento di serie di figure, individuazione dell'intruso;
- comprensione del testo — domande su un brano fornito (interpretazione, inferenze).
Cultura generale
- storia — eventi e personaggi della storia contemporanea, in particolare italiana ed europea (XIX-XX secolo);
- geografia — capitali, regioni italiane, capoluoghi di provincia, fiumi, monti;
- educazione civica — fondamenti di diritto costituzionale, organi dello Stato, UE;
- attualità — eventi recenti (di norma degli ultimi 1-2 anni);
- arte e cultura — opere, artisti, periodi storici;
- scienze — nozioni di base di fisica, chimica, biologia, geologia.
Materie specifiche
Per i concorsi PM/Polizia Locale: Codice della Strada, diritto amministrativo, nozioni di procedura penale e PG, legislazione sulla polizia municipale, diritto degli enti locali (TUEL).
I tempi: l'esempio del Concorso RIPAM 2026
Nel Concorso Unico RIPAM Assistenti 2026 (3.997 posti, candidature chiuse il 27 gennaio 2026), la prova scritta unica consiste in:
- 40 quesiti a risposta multipla;
- tempo a disposizione: 60 minuti (1,5 minuti per quesito);
- punteggio massimo: 30 punti;
- materie: cultura generale, conoscenze professionali, lingua inglese, informatica.
Analoghi parametri per il Concorso Unico Funzionari ed Elevate Professionalità 2026 (1.340 posti): 40 quesiti in 60 minuti, articolati su materie specifiche del profilo di concorso.
La preparazione: strategie efficaci
Cinque consigli pratici
- Studia la banca dati ufficiale se pubblicata: ripeti i quesiti finché la risposta è automatica;
- Allenati con simulazioni a tempo: l'aspetto critico è la velocità, non solo la conoscenza;
- Valuta la strategia delle penalità: se è prevista penalità per risposta errata, lascia in bianco i quesiti su cui non hai certezza superiore al 50%; se non c'è penalità, rispondi sempre;
- Gestisci l'ansia: il primo quesito può intimorire, ma vale come gli altri; se è troppo difficile, vai oltre e torna alla fine;
- Verifica la coerenza tra numero di quesito e numero di risposta sul modulo: errori di "scivolamento" hanno annullato performance brillanti.
La comunicazione del diario delle prove
L'art. 6 del DPR 487/1994, nella versione vigente, prevede che il diario delle prove sia comunicato ai singoli candidati o, in alternativa, mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale - 4ª Serie Speciale Concorsi ed Esami. Per il DPR originario il termine minimo era di 15 giorni; nei concorsi recenti la prassi (anche RIPAM) è di pubblicazione almeno 20-30 giorni prima sui portali ufficiali (InPA, Gazzetta, sito ente), con conferma via PEC.
Le festività e le date escluse
L'art. 6 DPR 487/1994 dispone che le prove di concorso (scritte e orali) non possono aver luogo:
- nei giorni festivi (domeniche e festività civili);
- nei giorni di festività religiose ebraiche, rese note con decreto del Ministro dell'Interno (L. 8 marzo 1989, n. 101);
- nei giorni di festività religiose valdesi (L. 11 agosto 1984, n. 449 e accordi successivi).
I candidati appartenenti a altre confessioni religiose con accordi vigenti (es. avventisti, ortodossi) possono richiedere date alternative, da concordare con l'amministrazione.
Il contenzioso in materia di preselezioni
Le contestazioni più frequenti riguardano:
- quesiti errati o ambigui — annullamento del singolo quesito con rivalutazione delle prove;
- irregolarità procedurali — mancanza di apertura/chiusura aula a orari controllati, anomalie nella distribuzione dei moduli, problemi tecnici per le prove informatizzate;
- violazione dell'anonimato — possibili annullamenti se sono visibili identificativi prima della correzione (limitatamente alle prove scritte, perché la preselezione è già un quiz oggettivo);
- discriminazione di accessibilità — mancanza di adeguati ausili per candidati con disabilità (art. 20 L. 104/1992 e art. 16 L. 68/1999: tempi aggiuntivi, locali accessibili, tecnologie assistive).
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