La Legge 7 marzo 1986, n. 65, intitolata "Legge-quadro sull'ordinamento della polizia municipale", è la norma cardine che disciplina struttura, funzioni e qualifiche della Polizia Municipale italiana. È studiata in tutti i concorsi pubblici in Polizia Locale ed è una delle materie più richieste sia nelle prove scritte sia nelle prove orali.
Quadro normativo
La L. 65/1986 nasce per dare un assetto uniforme alla Polizia Municipale, fino ad allora regolata da norme disorganiche di rango comunale e prefettizio. La legge configura la Polizia Municipale come servizio del Comune, gestito dal Sindaco quale autorità locale, e ne definisce le funzioni di vigilanza, le qualifiche operative e i rapporti con le altre forze di polizia.
Importante. La L. 65/1986 si interseca con altre fonti normative: lo statuto comunale e i regolamenti locali (che definiscono organizzazione e armamento), il TUEL (D.Lgs. 267/2000, sui ruoli del Sindaco e della struttura amministrativa) e le norme regionali sulla polizia locale (molte Regioni hanno legiferato in materia, ampliando il quadro nazionale).
Articolo 1 — Servizio di polizia municipale
L'art. 1 sancisce che i Comuni svolgono le funzioni di polizia locale attraverso servizi di polizia municipale. Il servizio è esercitato dal Sindaco quale ufficiale di Governo e dal Comune nelle sue funzioni proprie. Il personale è ordinato secondo i principi della legge e secondo i regolamenti adottati dal Comune.
Articolo 3 — Funzioni del personale
L'art. 3 individua le funzioni del personale di polizia municipale. Gli appartenenti al servizio:
- Vigilano sull'osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle ordinanze, con particolare riguardo alle norme di interesse del Comune.
- Svolgono servizi di polizia stradale ai sensi del Codice della Strada.
- Svolgono compiti di polizia giudiziaria e attività ausiliarie di pubblica sicurezza (artt. 5 e 3).
- Prestano soccorso pubblico in caso di calamità, disastri o pubbliche calamità.
- Collaborano con le forze di polizia dello Stato.
Articolo 5 — Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale e di pubblica sicurezza
È l'articolo più rilevante della legge per chi si prepara ai concorsi. Il comma 1 stabilisce che il personale che svolge servizio di polizia municipale, nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni, esercita anche:
Lettera a) — Funzioni di polizia giudiziaria
Il personale riveste la qualità di agente di polizia giudiziaria (operatori) o di ufficiale di polizia giudiziaria (responsabili del servizio o del Corpo e addetti al coordinamento e al controllo), ai sensi dell'art. 221 c.p.p. (oggi art. 57 c.p.p.). Le funzioni sono esercitate secondo il codice di procedura penale.
Lettera b) — Servizio di polizia stradale
Il personale svolge servizio di polizia stradale ai sensi dell'art. 12 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992): regolazione del traffico, accertamento delle violazioni, rilievi sui sinistri stradali e tutte le attività connesse.
Lettera c) — Funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza
Il personale esercita funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza, collaborando con le forze di polizia dello Stato, previa disposizione del Sindaco, quando ne sia fatta motivata richiesta dalle competenti autorità per specifiche operazioni.
Qualifica di agente di pubblica sicurezza (comma 2)
Distinta dalle funzioni ausiliarie, la qualifica di agente di pubblica sicurezza è una qualifica personale, attribuita dal Prefetto, previa comunicazione del Sindaco. Presupposti:
- Godimento dei diritti civili e politici.
- Non aver subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo e non essere stato sottoposto a misura di prevenzione.
- Non essere stato espulso dalle Forze Armate o dai corpi militarmente organizzati o destituito da pubblici uffici.
Il Prefetto, sentito il Sindaco, può dichiarare la perdita della qualità di agente di PS se accerta il venir meno dei requisiti (comma 3). Nell'esercizio delle funzioni di PG e di agente di PS, il personale, messo a disposizione dal Sindaco, dipende operativamente dalla competente autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza (comma 4).
Domanda d'esame ricorrente. "Qual è la differenza tra qualifica di agente di pubblica sicurezza e funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza?" Risposta: la qualifica di agente di PS è personale e conferita dal Prefetto previa comunicazione del Sindaco; le funzioni ausiliarie di PS sono invece generali per tutti gli appartenenti alla Polizia Municipale e si esercitano nell'ambito territoriale dell'ente e nei limiti delle proprie attribuzioni.
Articolo 4 — Regolamento del servizio di polizia municipale
L'art. 4 stabilisce che i Comuni singoli o associati adottano il regolamento del servizio di polizia municipale, che deve contenere disposizioni intese a stabilire, fra l'altro:
- Che le attività vengano svolte in uniforme, salvo che l'abito civile sia strettamente necessario per l'espletamento del servizio e venga autorizzato.
- Che i distacchi e i comandi siano consentiti soltanto quando i compiti assegnati ineriscano alle funzioni di polizia municipale.
- Che l'ambito ordinario delle attività sia quello del territorio dell'ente di appartenenza.
- I casi particolari di operazioni esterne al territorio: missioni di collegamento e rappresentanza autorizzate, operazioni d'iniziativa dei singoli durante il servizio in caso di necessità per flagranza dell'illecito commesso nel territorio di appartenenza, soccorso in caso di calamità e disastri, collegamenti con le forze di polizia statali nei limiti previsti.
Articolo 6 — Uniforme e distintivi di grado
L'art. 6 stabilisce che le uniformi, i distintivi di grado e i veicoli degli addetti al servizio di polizia municipale devono essere tali da escludere la stretta somiglianza con quelli delle Forze di polizia e delle Forze armate dello Stato. Le caratteristiche specifiche sono determinate dalla legge regionale e dal regolamento comunale.
Articolo 7 — Ordinamento del Corpo di polizia municipale
L'art. 7 stabilisce che i Comuni definiscono con regolamento l'ordinamento e l'organizzazione del Corpo di polizia municipale. L'ordinamento si articola di norma in:
- Responsabile del Corpo (Comandante).
- Addetti al coordinamento e al controllo (ufficiali di PG).
- Operatori (vigili, agenti di PG).
L'organizzazione deve essere improntata al principio del decentramento per circoscrizioni o per zone e al criterio che le dotazioni organiche per singole qualifiche siano stabilite in modo da assicurare funzionalità ed efficienza del Corpo.
Articolo 8 — Titoli di studio
L'art. 8 stabilisce che i titoli di studio per l'accesso alle qualifiche previste dalla legge sono determinati in sede di accordo nazionale per i dipendenti degli enti locali (oggi CCNL Funzioni Locali).
Articolo 9 — Comandante del Corpo di polizia municipale
L'art. 9 disciplina la figura del Comandante: «il comandante del Corpo di polizia municipale è responsabile verso il sindaco dell'addestramento, della disciplina e dell'impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo» (c. 1).
- Risponde direttamente al Sindaco, titolare delle funzioni di polizia locale (Cons. Stato: porre il comandante alle dipendenze di un funzionario comunale equivale a trasferire a quest'ultimo funzioni di governo che per legge competono al sindaco).
- Ha la responsabilità dell'addestramento, della disciplina e dell'impiego tecnico-operativo del Corpo.
- Il c. 2 prevede che gli addetti siano tenuti ad eseguire le direttive impartite dai superiori gerarchici e dalle autorità competenti per i singoli settori operativi, nei limiti dello stato giuridico e delle leggi.
Armamento (art. 5 c. 5 e D.M. 145/1987)
Il porto delle armi della polizia municipale non è disciplinato da uno specifico articolo dedicato della L. 65/1986, ma dall'art. 5, comma 5, primo periodo, della legge stessa, attuato dal D.M. 4 marzo 1987, n. 145 ("Regolamento concernente l'armamento degli appartenenti alla polizia municipale"). Gli addetti al servizio di polizia municipale a cui è conferita la qualifica di agente di pubblica sicurezza possono portare, senza licenza, le armi di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio, anche fuori dal servizio, purché nell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza e nei casi di cui all'art. 4.
L'art. 19-ter del D.L. 113/2018 (conv. L. 132/2018) ha fornito l'interpretazione autentica dell'art. 5 c. 5 primo periodo: il porto dell'arma è ammesso anche al di fuori del territorio di appartenenza esclusivamente nei casi di operazioni esterne di polizia, d'iniziativa dei singoli durante il servizio, in caso di necessità dovuta alla flagranza dell'illecito commesso nel territorio di appartenenza.
Domande tipo per il concorso
- Quali sono le qualifiche degli addetti al servizio di polizia municipale ai sensi dell'art. 5 L. 65/1986?
- Chi conferisce la qualifica di agente di pubblica sicurezza?
- In quali casi un appartenente alla polizia municipale può operare al di fuori del territorio comunale?
- Quali sono i requisiti per il porto dell'arma in servizio?
- Qual è il ruolo del Sindaco rispetto al servizio di polizia municipale?
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